L’idea nasce dall’incontro fra due realtà, la tesi di Laurea magistrale in Architettura “Reazione a Catena” di Antonia Araldi e Luca Stancari, con il Circolo Arci Fuzzy e il progetto e le persone de “l’Arco e le Pietre: percorsi di coesione sociale”. Si sono trovati feeling di intenti proprio perché il circolo stava già promuovendo azioni di rigenerazione urbana. L’incontro ha portato a due prime conseguenze: la prima che il circolo intensificasse il proprio rapporto con il quartiere come moltiplicatore di coesione sociale e punto di riferimento per attività di rigenerazione urbana, la seconda che la dirigenza del circolo si rinnovasse accogliendo giovani creativi e non della città.

Il progetto si inserisce in questo nuovo corso dell’associazione ed concretizza in una settimana di “workshop urbano” le attività che il circolo Arci Fuzzy e altri soggetti attivi nel quartiere propongono quotidianamente coinvolgendo direttamente anche quelle realtà del quartiere che sono potenzialmente risorse, ma che non sono agite perché ancora sopite.

In una settimana di eventi e attività, grazie a “Riviviamo la piazza”,  sono così stati coinvolti attivamente sia gli abitanti del quartiere sia i creativi locali, su quella che una volta fu la piazza del quartiere, ed ora versa in stato di quasi totale abbandono. Questo è avvenuto attraverso l’uso delle vetrine vuote come spazi espositivi, concesse in comodato d’uso temporaneo, e la rivitalizzazione della piazza tramite workshop, laboratori e attività nel corso di una settimana. Questo spazio è un luogo simbolico per lo stato di salute del quartiere, e la moltitudine di vetrine vuote abbandonate sotto i portici anni Sessanta, provocano in residenti e visitatori un senso di grande depressione e abbandono.

Animare la piazza e simularne la vitalità significa dare un messaggio di speranza, mostrare nuove forme di sviluppo e indagare quali potrebbero essere le vocazioni di questo spazio; al tempo stesso questo luogo risulta emblematico per il fenomeno cittadino dello svuotamento delle vetrine commerciali, e l’agire qui, è una palestra di ricerca di soluzioni nuove per l’uso di queste vetrine a livello comunale, tanto per Arci Fuzzy, promotore dell’iniziativa, quanto per tutti i ragazzi che hanno partecipato al concorso di idee, e che hanno trovato in questo progetto, reale e radicato nel territorio, diversi aspetti comuni con le proprie idee. Allora la piazza di Valletta è stata il teatro e il terreno di sperimentazione per le varie idee candidate a concorso, facilitando così la logistica dell’evento per una sua maggiore promozione e visibilità.

 
 
 
 
 
 
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