L’idea di aprire un FabLab in un piccolo paese di provincia deve essere parsa ai più una follia, o per lo meno un azzardo. Un polo innovativo nella quieta campagna agricola, vicino alla chiesa del borgo gonzaghesco! Tant’è che il progetto Imprimatvr-Lab, inaugurato il 25 Maggio 2014 con grande partecipazione popolare e delle istituzioni locali (Regione Lombardia, Provincia di Mantova, Camera di Commercio, Gruppo Giovani Industriali) è divenuto realtà nonostante le premesse. L’iter è stato quello di predisporre negli spazi dell’ex macello comunale di San Martino dall’Argine, edificio chiuso da anni e quindi riconvertito a nuova funzione, un laboratorio digitale permanente in grado di monitorare e veicolare le nuove espressioni artigianali e creative del territorio. Nel nostro caso, grazie a due stampanti 3D, una macchina per incisione e taglio laser, una taglio vinile, un tornio per metalli e 5 postazioni pc, possiamo offrire le condizioni ideali per sviluppare prototipi e, più in generale, per dare forma concreata alle idee dei singoli, siano questi designers, artisti, artigiani o creativi. Dopo alcuni mesi dall’apertura, vista l’originale filosofia che caratterizza l’operato dei Fab Lab – ovvero il ruolo attivo dell’utenza e la conseguente condivisione delle competenze all’interno di uno spazio aperto – è logico pensare che le potenzialità virtuose del progetto possano allargarsi ulteriormente, riguardando anche aspetti inerenti all’occupazione giovanile, soprattutto quelli legati alla nuova imprenditoria e alle startup.

Gli aspetti innovativi di Imprimatvr-Lab sono molteplici ed in parte hanno a che fare con l’approccio inedito al lavoro, all’economia ed alla produzione che caratterizza in generale l’azione del circuito Fab Lab. Attraverso le nuove tecnologie, ma soprattutto grazie all’utilizzo condiviso delle medesime, la manualità e la creatività dell’artigianato trovano nuove possibilità espressive, recuperando da un lato l’operosità cooperativa caratteristica delle vecchie botteghe e officine per incontrare, dall’altro, lo strumento digitale e la diffusione in rete dei progetti, veicolati attraverso i circuiti makers. Questa attitudine decisamente orientata ad un ottimismo realistico ed alla fiducia nelle potenzialità dei giovani nell’affrontare le sfide del futuro si basa essenzialmente sull’idea di intercettare e sviluppare tutte le tensioni propositive provenienti “dal basso”, ovvero la ripresa attualizzata dell’attitudine “Do it Yourself”. La duttilità strategica già accennata del Fab Lab può concretamente agevolare un percorso di mediazione e di graduale avvicinamento tra realtà diverse: tutela del patrimonio artistico con imprenditoria, smaltimento rifiuti con riciclo e riutilizzo, istruzione con inserimento nel mondo del lavoro, artigianato con tecnologia digitale, creatività con utilità, passato con futuro, locale con globale.

più informazioni sul progetto su imprimatvrlab.org