Crescere insieme, Comunicare insieme e Fare insieme: i tre obiettivi “co-” di Rete Agricoltura Sociale Lombardia

By settembre 6, 2015Senza categoria

logo agricolturaRete Agricoltura Sociale Lombardia ha recentemente mosso i primi passi, presentandosi in maggio in EXPO, presso Cascina Triulza, attraverso i risultati della prima mappatura delle realtà che la compongono. Si tratta di un’iniziativa recente, dunque, ma già operativa e in forte crescita: a cui si devono iniziative e progettualità destinate a incrementare notevolmente la capacità inclusiva propria all’agricoltura sociale e, dunque, le risposte disponibili per affrontare i bisogni socio-lavorativi di persone disabili o in situazione di difficoltà a livello sia regionale sia dei singoli territori.

Un’iniziativa, vale la pena ricordarlo, che parte da Mantova, realtà in cui si è generato e sviluppato l’impulso che ne ha determinato l’avvio. In ragione del forte investimento compiuto sulle logiche della condivisione e del bene comune, dell’interesse per l’economia collaborativa e delle riflessioni che hanno accompagnato e animano Co-Mantova, nonché (e certo non secondariamente!) dell’esperienza pluriannuale del Centro Polivalente Bigattera, che ha consentito, attraverso i suoi successi e la modellizzazione delle proprie modalità d’intervento, di identificare l’agricoltura sociale come luogo di investimento e di crescita, Provincia di Mantova e la sua agenzia speciale For.Ma – Mantova, che ha operativamente condotto la partita, hanno potuto qualificarsi come capofila dell’iniziativa, coinvolgendo le altre 11 province lombarde e le realtà agrisociali dei loro territori.

 

Aziende agrisociali e loro funzioni inclusive: una fusione virtuosa tra impresa agricola e impresa sociale

Vale dunque la pena “saperne di più”. Come si configurano le realtà economiche che si riconoscono nella rete? Qual è il percorso che le ha portate a scegliere l’agricoltura sociale come luogo di investimento e di lavoro?

Il gruppo comprende realtà che hanno origini diverse. Per un verso, vi sono cooperative sociali che si sono rivolte all’agricoltura credendo nel suo valore inclusivo (o, in altri casi, terapeutico); per un altro, vi sono aziende agricole che si sono rivolte al sociale, credendo nella capacità inclusiva della propria attività. Sono, di fatto, due universi distinti: diversi per linguaggio, competenze, modelli di relazione con il target.

Nella comunanza degli obiettivi, tali universi non viaggiano, tuttavia, paralleli. Al contrario, molto hanno da dirsi e da condividere, come le stesse aziende suggeriscono nell’ambito dei contributi espressi durante la mappatura delle prime 54 realtà chiamate a far parte della Rete, mappatura per altro in corso di riproposizione, per includere altre aziende agrisociali che si sono nel frattempo avvicinate alla Rete raddoppiando di fatto il numero dei riferimenti.

Tutte le realtà intervistate, a prescindere dalle loro origini e pur mostrando differenti punteggiature nella propria autorappresentazione e modelli operativi distinti, riconoscono nella natura inclusiva dell’agricoltura i fondamenti della propria mission, associando spesso a tali considerazioni una riflessione sulla necessaria sostenibilità dell’azienda e sull’equilibrio tra dimensione economica e sociale che l’azienda è chiamata a garantire. Manifestano, inoltre, una forte tensione educativa e/o orientativa, che qualifica l’agricoltura e il lavoro agricolo come propedeutico alla conquista di maggiore autostima da parte del target o di quelle competenze di base e trasversali che si rivelano indispensabili in qualunque ambiente lavorativo. Richiamano, non di meno, l’esigenza di un raccordo territoriale con gli enti locali e la rete dei servizi e di forti legami con la comunità locale, oltre alla necessità di garantire sempre una viva attenzione alla persona nel processo produttivo, attenzione che diviene metodo e marca relazionale dell’approccio alle attività quotidiane, all’insegna della condivisione e del rispetto per le specificità personali. Si riferiscono, infine, alla dimensione biologica e ambientale come a un obiettivo e, insieme, a una pratica quotidiana che assume valenze sia tecniche, nelle coltivazioni o nell’allevamento, sia culturali.

 

Co-progettare in rete: verso la costruzione di strumenti e occasioni strutturate di condivisione e collaborazione

In questo contesto, Rete Agricoltura sociale ha scelto tre assi di intervento su cui operare in prima istanza, identificando inoltre, nel loro ambito, direzioni di lavoro su cui si sta attualmente investendo, a partire da sessioni di co-ideazione che hanno visto coinvolte rappresentanze di numerose realtà agrisociali comprese nella mappatura o interessate all’iniziativa, di enti locali e di associazioni di imprese. Si tratta di:

  • comunicare insieme, per creare sensibilità, fare cultura, formare e informare i consumatori, informare le comunità e le istituzioni locali, promuovere nuovi comportamenti alimentari e sociali, raggiungere potenziali beneficiari, rendere riconoscibile e visibile il proprio valore sociale;
  • crescere insieme, come Rete e come singole aziende, identificando e coinvolgendo altre realtà agrisociali esistenti, promuovendo e supportando la nascita di nuove realtà agrisociali, costruendo protocolli condivisi e di certificazione della qualità dei prodotti e dei processi inclusivi messi in atto, raccogliendo e condividendo buone pratiche, formando e formandosi sia sul piano tecnico-agricolo e commerciale, sia sul piano socio-educativo;
  • fare insieme, avviando e supportando iniziative sharing per la condivisione delle attrezzature o di altre risorse, elaborando e realizzando progetti condivisi a livello sia regionale che locale, costruendo e attivando filiere produttivo-commerciali a cui partecipino più aziende tra loro complementari, identificando e implementando strategie condivise di fundraising;

Attualmente, Rete Agricoltura Sociale Lombardia sta dunque lavorando su diversi versanti, a partire dalla relazione con la scuola e con gli enti locali, entrambi considerati riferimenti primari.

Per la scuola, l’agricoltura sociale può infatti configurarsi non solo come opportunità presso cui attivare, durante il percorso scolastico di studenti con disabilità o in situazioni di difficoltà tirocini in alternanza e esperienze di arricchimento curricolare o attraverso la quale gestirne il delicato passaggio tra scuola e lavoro, ma anche come una risorsa di socialità, apprendimento, formazione e orientamento per tutti gli studenti a cui l’agricoltura sociale offre una concreta possibilità sia di riappropriarsi del valore solidaristico e comunitario dei processi di produzione agricola, sia di conoscere attivamente quegli stessi processi operativi, i beni primari che essi originano, i rapporti che legano il prodotto della terra alla tutela dell’ambiente, alla cura della persona e a un’alimentazione sana, sia di sviluppare o rafforzare le proprie competenze di base e trasversali.

Per i Comuni, l’agricoltura sociale si qualifica d’altra parte come un’alleata, che può esprimere e interpretare appieno un ruolo culturale propulsivo, anche nella direzione indicata dalla recente legge regionale 18/2015 «Gli orti di Lombardia», che formalizza, strutturandola e regolamentandola, l’esperienza degli orti didattici e sociali, conferendo loro il rilievo di strumenti di valore non solo nella prospettiva economica che l’auto-produzione alimentare porta in primo piano (pur da non sottovalutare in tempi di crisi!), ma anche, e non secondariamente, nella prospettiva di una crescita culturale in cui l’impegno nella coltivazione della terra diviene “medium educativo e sociale”.

Infine, ma non certo ultime per rilevanza, vanno ricordate le attività di progettazione che preludono ad un’iniziativa di livello regionale capace di rafforzare la Rete, oltre a costruire un modello di intervento inclusivo condiviso, attraverso azioni coordinate di orientamento, formazione e avviamento al lavoro in agricoltura articolate a livello locale e che interesseranno, nel complesso, 216 giovani disabili lombardi.

Questa (ma molto in sintesi, come richiede questo spazio) è Rete Agricoltura Sociale Lombardia. Gli strumenti di comunicazione interna e verso l’esterno recentemente attivati: dal sito (http://agricolturasocialelombardia.it) alla pagina Facebook “Agricoltura Sociale Lombardia” vi consentiranno di diventare “amici della Rete” e di conoscerla meglio.

Se poi volete “incontrarla”, Rete Agricoltura Sociale Lombardia è in Expo con uno stand, sempre presso Cascina Triulza, dal 28 settembre al 4 ottobre. Le realtà che ne fanno parte ne approfitteranno per lavorare insieme e per conoscere nuovi amici.

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