Valorizzazione del patrimonio immobiliare dismesso o sottoutilizzato. Progettare per il coworking

By agosto 5, 2015CoMantova

coworkingNegli ultimi anni l’Europa ha visto crescere una nuova realtà lavorativa fondata sulla condivisione di beni, servizi e spazi, posizionandosi a metà strada tra l’attività del professionista freelance e quella d’impresa di vecchio stampo. Questa filosofia, definita economia collaborativa, non è un concetto utopico, ma sta crescendo oggi notevolmente, divenendo significativa anche in termini di occupazione giovanile. Condivisione e collaborazione sono gli elementi alla base di tale concetto che vede un cambiamento di paradigma preferendo lo scambio di un servizio come alternativa all’acquisto di un prodotto, basandosi sulla fiducia reciproca e sulla collaborazione tra sconosciuti.

«La collaborazione è un fenomeno che non propone soltanto un nuovo modello di consumo, ma anche un modo alternativo di muoversi (carsharing), di prestare (crowdfunding), di lavorare (coworking), di imparare, di viaggiare, di stare insieme, di mangiare e quindi di vivere»[1]. L’economia collaborativa ha infatti molteplici sfaccettature ed è in continua espansione in quanto consente il raggiungimento di benefici di ampio respiro anche in termini sociali e economici. I vantaggi di tipo sociale da un lato vedono queste modalità lavorative incoraggiare l’incontro tra soggetti con differenti personalità e specifiche competenze e dall’altro favoriscono il formarsi di nuove comunità che possono facilitare nuove opportunità di business. Da un punto di vista economico la collaborazione non solo permette un abbattimento dei costi, ma promuove nuove forme di scambio veicolate attraverso forme relazionali alternative.

Tra i fondamenti dell’economia collaborativa emerge il principio della sostenibilità da raggiungere anche attraverso l’uso razionale delle risorse, che fa entrare a pieno titolo la sharing economy all’interno del dibattito sulla rigenerazione delle città e dei territori. Il patrimonio esistente dismesso o sottoutilizzato fornisce una risposta in termini di spazio alle più attuali esigenze della collettività rispetto a welfare, cultura e lavoro diventando inoltre, attraverso processi di rifunzionalizzazione, occasione per rendere tali spazi nuovamente attivi e contribuendo così alla riduzione del consumo di suolo causato dalla realizzazione di nuove costruzioni. Tale fenomeno trova un interessante ambito di applicazione nella gestione del patrimonio pubblico che vede da un lato un incremento degli immobili sottoutilizzati o dismessi e, dall’altro, un innalzamento del livello di sensibilizzazione delle istituzioni verso la necessità di avviare processi condivisi e coordinati di rifunzionalizzazione di tali manufatti.

Questa modalità di lavoro condiviso richiede innovazione anche degli spazi dove svolgere l’attività, se infatti prima dell’avvento di tale filosofia i liberi professionisti operavano in un contesto di relativo isolamento, oggi necessitano invece di ambienti di lavoro flessibili e strutturati che consentono di lavorare in comunità e di sfruttare le dinamiche che si possono creare operando a contatto con altre persone attraverso una condivisione di spazi e valori. La progettazione di questi spazi diventa quindi un tema centrale per poter rispondere in modo efficace alle esigenze che queste realtà richiedono in termini di collaborazione, di condivisione e di creazione di una comunità: i luoghi in cui è possibile lavorare promuovendo tali principi sono gli spazi di Coworking, i Talent Garden e i Fab Lab. L’aumento crescente di queste realtà di lavoro collaborativo e la scarsa conoscenza degli aspetti progettuali e gestionali dei relativi “contenitori” hanno stimolato lo sviluppo della ricerca “Valorizzazione del patrimonio immobiliare dismesso o sottoutilizzato. Progettare per il coworking” commissionata all’UdR TEMA del Laboratorio di Ricerca Mantova del Politecnico di Milano – Polo Territoriale di Mantova da PromoImpresa BorsaMerci Camera di Commercio di Mantova.

Lo studio analizza il quadro attuale degli spazi dell’economia collaborativa presenti sul territorio nazionale e restituisce una serie d’informazioni utili non solo alla conoscenza, ma anche alla progettazione e alla gestione degli ambienti che ospitano tali realtà. La prima parte, dedicata alla conoscenza del fenomeno, ha visto la definizione del panorama nazionale in merito alle piattaforme di sharing economy e in particolare degli spazi di Coworking al fine di individuare le peculiarità che caratterizzano tali realtà. La seconda parte ha invece previsto la modellizzazione dei diversi elementi analizzati attraverso una messa a sistema delle indicazioni relative alla progettazione e alla gestione di tali spazi arrivando a definire l’ipotesi di un loro attrezzamento da declinare in funzione delle diverse esigenze del patrimonio costruito da riqualificare.

È possibile scaricare il report della ricerca a questo indirizzo.

 

 

[1] Tratto da Maineri, M. (2013), “Marta Mainieri: Ho inventato (e scritto) Collaboriamo!, per riunire tutti i servizi collaborativi italiani”, in Che Futuro!, 28 marzo 2013, http://www.chefuturo.it/2013/03/marta-mainieri-da-mamma-ad-autrice-e-startupper-ho-creato-collaboriamo-per-riunire-tutti-i-servizi-collaborativi-in-italia/

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